I Moccoli di Castignano (AP)

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Pubblicato il 5 Marzo 2015 da Youfolklore

Il Carnevale di Castignano è uno dei Carnevali Storici più caratteristici del Piceno.  Evento molto atteso, che coinvolge l’intero paese e si distingue per il fitto calendario di eventi, affollati anche da molti visitatori. Si comincia  nel pomeriggio di giovedì Grasso quando la Proloco di Castignano offre a tutti le “pizzaonte” innaffiate dal buon vino castignanese. Seguono i veglioni danzanti del venerdì e del sabato e si fila dritti alla fantasiosa sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati lungo la via Borgo Garibaldi il giorno del Martedì grasso, allietata dalla locale centenaria “Banda musicale Città di Castignano”, altro vanto dei Castignanesi.
All’imbrunire il carnevale termina con la sfilata de “I Moccoli”: i Moccoli sono lampioncini multicolori costruiti con grande perizia da artigiani locali, su una canna ancora verde che termina a forma di rombi a più facce (possono essere con 4, 5 o 6 facce e di tutte le grandezze) rivestiti da carta velina di colori diversi. All’interno di questo ricettacolo, che da un lato resta aperto, viene inserita una candela che si accende prima di partire per la processione dei Moccoli. Alcune fonti storiche del XVIII secolo indicano che la sfilata dei Moccoli aveva luogo nella Roma papalina per mettere fine al Carnevale.
In seguito all’unità d’Italia questa usanza si è persa, ma non a Castignano, unico Comune in Italia ad aver tramandato questa tradizione ininterrottamente almeno sin dal 1861.
Al suono della “Catubba”, i primi moccoli si ritrovano per le vie del borgo medievale  e invitano tutti ad uscire di casa per accodarsi alla sfilata al richiamo “Fora fora li moccule!”
Un rito magico e misterioso che affonda le radici nella notte dei tempi.
La processione avviene a luci spente, senza illuminazione pubblica: l’affascinante e variopinto fiume di lumini colorati diventa un torrente di voci, luce e allegria che proietta tutti in un mondo antico e fantastico (a esorcizzare i malanni dell’anno passato e a propiziare fortuna per il futuro) e in un crescendo suggestivo,  culmina in Piazza San Pietro per la tradizionale battaglia, da cui scaturisce il falò purificatore.
Lo spegnersi del fuoco e la spettacolarità dei fuochi d’artificio segnano la fine del carnevale e l’inizio della Quaresima, ma per non pensarci troppo i castignanesi chiudono in bellezza al veglione di fine carnevale, presso il teatro comunale.

© www.prolococastignano.altervista.org

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