Festa dei Gigli di Nola 2015

28/06/2015 - Inizio evento
28/06/2015 - Fine evento

A Nola (NA) il 28 giugno torna la FESTA DEI GIGLI. Le prime fonti storiche precise su questo evento risalgono al 1500, grazie allo storico nolano Ambrogio Leone. Egli ci parla del “cereo” descrivendolo come una “grandissima torcia a guisa di colonna accesa e adorna di spighe di grano”, realizzato col denaro dei contadini e degli artigiani e portato in spalla durante la processione del Santo. Questa processione si svolgeva per le strade della città e ogni arte o professione vi prendeva parte realizzando il proprio cereo; subito dietro venivano i monaci ed i sacerdoti chierici, per ultimo il vescovo con le reliquie della Croce e del Santo chiuse in una mano d’argento.

Il vescovo era accompagnato dal Conte e dal “maestro di mercato”, poi i nobili ed i primi cittadini (da pochi anni è stato inserito nel programma della festa “Il corteo storico” che rievoca questa processione).

Verso la metà del ’700 il Remondini ci parla di nuove macchine chiamate “mai” o “gigli” adornate di fiori che avevano la forma di globi o piramidi o navi. E’ probabile che la competizione tra le diverse corporazioni che partecipavano alla processione avesse portato a questa evoluzione, forse suggerita dall’architetto e scenografo Ferdinando.

Oggi la festa dei Gigli è l’evento più atteso dal popolo della città di Nola.

Il Giglio è infatti il simbolo della fede e dell’amore per il Santo Patrono. Utilizzato in un primo momento come semplice ornamento dei ceri portati in processione, il giglio è diventato, nel tempo, una vera e propria struttura lignea eseguita da artigiani, maestri d’ascia, carpentieri e falegnami sulla scorta di continue esperienze annuali determinate dalla buona o cattiva riuscita della struttura precedentemente realizzata,

I Gigli sono oggi costruiti sul sistema della “borda”, un’asse centrale sulla quale sono collegati tutti gli elementi strutturali in una condizione di maggiore stabilità ed elasticità. Tale sistema, introdotto per la prima volta nel 1887 per volontà del mastro carpentiere Filippo Cantalupo, costituisce l’elemento innovativo che cambiò radicalmente l’assetto strutturale del Giglio, rendendolo una struttura più flessibile ed idonea a supportare gli sforzi e le tensioni interne determinate da forze dinamiche agenti sulla struttura, specialmente nello stato di moto.

I Gigli, infatti, vengono sollevati attraverso una serie di varre e varretielli, barre e barrette realizzate in legno di castagno e manovrati a spalla dai “cullature“, ( i cullatori ), nome che deriva probabilmente dal movimento oscillante prodotto, simile all’atto del cullare. L’ insieme dei cullatori, di norma intorno ai 120, prende il nome di paranza.

mail info@fondazionefestadeigigli.it
sito www.fondazionefestadeigigli.it



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