Zafferano: dal raccolto alla sfioritura

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Pubblicato il 10 Marzo 2015 da Youfolklore

La produzione di zafferano, chiamato “oro rosso”o “tesoro giallo”, è uno dei punti di forza dell’economia locale del Medio Campidano.

In grado di apportare notevoli sviluppi socio-economici a tutta la collettività, lo zafferano è per i comuni di San Gavino, Turri e Villanovafranca una risorsa da valorizzare e sui cui investire. Lo zafferano locale ha infatti conquistato il marchio D.O.P, a garanzia dei diversi livelli del processo produttivo: origine, provenienza delle materie prime, localizzazione e tradizionalità del processo di produzione. Inoltre, la coltivazione dello zafferano è per molti produttori, un bagaglio culturale e identitario tramandato di generazione in generazione.

Il lavoro dei produttori di zafferano inizia nei campi e si conclude, di solito, tra le mura di un’abitazione. Di mattina i coltivatori di zafferano si dedicano al raccolto e di pomeriggio effettuano la pulitura, durante la quale si estraggono da ciascun fiore gli stimmi rossi.

Dopo la sfioritura, è usanza riversare i fiori privi degli stimmi rossi nei campi, per propiziare un buon raccolto per l’anno seguente.

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